Oggi ho pranzato con M, all’università. M è la tipica persona dalla quale, quasi subito, tendo a prendere le distanze. Perché M è espansivo e spontaneo e a me piace tutelare i miei spazi. Ciononostante con il tempo, a piccole dosi, è riuscito a scalfire la mia barriera: la sua sfacciataggine non è molesta né ha secondi fini e la sua espansività è sempre garbata e trasparente.
M mi espone la sua teoria sulle donne, mentre mangiamo il riso scotto del bar della facoltà. Dice che più una donna è intelligente, più tende a scegliersi situazioni sentimentali facilmente gestibili, storie che -parole sue- sono a “low intensity”. (Sì, M ama inzeppare le frasi con espressioni anglofone che se non pronuciasse con tanta poca spocchiosità sarebbero fastidiosissime e sì, fa periodi smisuratamente lunghi, pieni di neologismi da lui inventati sul momento.)
A me questa presunta teoria a primo impatto mi sembra proprio un luogo comune, ma mi dispiace dirglielo così e allora mi fermo a pensare un po’ a questa cosa delle storie “low intensity”. Vorrei dirgli -ma non lo faccio- che in certi periodi magari ce le andiamo anche a cercare quelle storie “low intensity”, ma che dopo varie esperienze così ti ritrovi talmente inappagata da renderti conto che è una cazzata pensare che ti stai solo divertendo: in realtà è solo che non ti stai volendo abbastanza bene. E allora per un po’ ti concentri su altro e lasci da parte i tipi sbagliati, fino a quando non trovi qualcuno che valga la pena davvero far entrare.
M mi sta guardando e sorride, aspettando una mia reazione. Io non voglio fare riferimenti troppo diretti o rivelatori sulla mia vita (M è un amico, ma non un amico-amico) allora lo guardo di traverso e sorrido di rimando. Forse hai ragione, M -dico. Ma non credo che la scelta sia dettata dalla maggiore gestibilità. E’ che le altre, le storie “high intensity”, alla fine, ti lasciano addosso sempre un paio di kg in meno. Personalmente, un’altra botta così e arrivo al peso forma…ma se raggiungi il peso forma, poi che gusto c’è a essere donna?!
Lui ride, io bevo un sorso d’acqua dalla mia bottiglietta.