Cure

Giochiamo che ti trucco?
E così tu ti siedi sulla sedia e mi guardi mentre scelgo i pennelli.
Ridiamo insieme di questo nuovo gioco.
Non te lo aspettavi che volessi giocare, dopo tutto il tempo.

Terapia della vicinanza, del contatto.
Ho scoperto quanto sono forti le tue esili braccia mentre mi stringono,
ho sentito il calore del tuo corpo quando ti sei sdraiata accanto a me sul letto
e non so come mi hai convinto ad alzarmi, vestirmi e uscire, quando io volevo solo dormire.

Una stupida barriera, ma stupida davvero.
Quando un pat-pat non basta, se non a strappare un sorriso di scherzo.

E così adesso qualcosa che era scontato non è più così scontato.
Guardo i tuoi occhi che hanno il colore delle castagne a ottobre,
li vedo velati di lacrime impotenti
e vorrei dirti che andrà tutto bene.

E allora stavolta ti stringo io, forte fortissimo.
Cercando di farti entrare dentro di me, per poterti proteggere.

Inserito in Uncategorized | Lascia un commento

Pranzando con M

Oggi ho pranzato con M, all’università. M è la tipica persona dalla quale, quasi subito, tendo a prendere le distanze. Perché M è espansivo e spontaneo e a me piace tutelare i miei spazi. Ciononostante con il tempo, a piccole dosi, è riuscito a scalfire la mia barriera: la sua sfacciataggine non è molesta né ha secondi fini e la sua espansività è sempre garbata e trasparente.

M mi espone la sua teoria sulle donne, mentre mangiamo il riso scotto del bar della facoltà. Dice che più una donna è intelligente, più tende a scegliersi situazioni sentimentali facilmente gestibili, storie che -parole sue- sono a “low intensity”. (Sì, M ama inzeppare le frasi con espressioni anglofone che se non pronuciasse con tanta poca spocchiosità sarebbero fastidiosissime e sì, fa periodi smisuratamente lunghi, pieni di neologismi da lui inventati sul momento.)

A me questa presunta teoria a primo impatto mi sembra proprio un luogo comune, ma mi dispiace dirglielo così e allora mi fermo a pensare un po’ a questa cosa delle storie “low intensity”. Vorrei dirgli -ma non lo faccio- che in certi periodi magari ce le andiamo anche a cercare quelle storie “low intensity”, ma che dopo varie esperienze così ti ritrovi talmente inappagata da renderti conto che è una cazzata pensare che ti stai solo divertendo: in realtà è solo che non ti stai volendo abbastanza bene. E allora per un po’ ti concentri su altro e lasci da parte i tipi sbagliati, fino a quando non trovi qualcuno che valga la pena davvero far entrare.

M mi sta guardando e sorride, aspettando una mia reazione. Io non voglio fare riferimenti troppo diretti o rivelatori sulla mia vita (M è un amico, ma non un amico-amico) allora lo guardo di traverso e sorrido di rimando. Forse hai ragione, M -dico. Ma non credo che la scelta sia dettata dalla maggiore gestibilità. E’ che le altre, le storie “high intensity”, alla fine, ti lasciano addosso sempre un paio di kg in meno. Personalmente, un’altra botta così e arrivo al peso forma…ma se raggiungi il peso forma, poi che gusto c’è a essere donna?!

Lui ride, io bevo un sorso d’acqua dalla mia bottiglietta.

Inserito in Uncategorized | Lascia un commento

8

Le parole sono e non sono,

voltarsi
tornare
e poi tornare a fermarsi

spalancati
socchiusi
umidi ma ridenti

gli occhi basteranno.

Inserito in Uncategorized | Lascia un commento

Intorpidimento

Certe notti al buio
una vertigine improvvisa e fortissima
una pulsione calda e dolce
un desiderio violento e irresistibile

Inserito in Uncategorized | Lascia un commento

Incubo

Quando il mare è una sterminata distesa di petrolio, lanciami un salvagente.

Il sole si tuffa nell’orizzonte tingendo l’acqua di ombre nere. E tu non hai fatto in tempo a rientrare. Ora sotto di te potrebbero esserci pesci enormi con zanne e corpi squamosi, potrebbero esserci relitti di navi con i loro ostaggi bianchi e viscidi.
Quando la danza brillante dei raggi finisce, cala un sipario di velluto color notte che le stelle non bastano, sono troppo lontane.
E la riva la vedi, ma il terrore ti paralizza.

Una sagoma sul bagnasciuga guarda tra le onde. Le braccia lungo i fianchi, immobile. Solo i suoi occhi sono vivi e si muovono seguendo il riflesso luminoso della luna su quel volto che si lascia cullate tra le onde.

Inserito in Uncategorized | Lascia un commento

Sfumature

Guarda che bianca luna

le sorrido con il cuore, piano
pensieri annodati
e non ci provo a mettere ordine dentro
tra un po’, forse
tanto ho la sensazione che lei lo sappia già

In questo esatto momento non voglio far altro che guardarla
luna bianca splendente dietro un velo lattiginoso
contorni sfumati

lasciarmi riempire

Inserito in Uncategorized | Lascia un commento

Sentire, pensieri

Avvicini le punte dei polpastrelli alla superficie dell’acqua fino a sfiorarla appena.
L’erba ti carezza delicatamente le gambe nude e senti la pressione del tuo corpo sulla terra compatta.
Silenziosi fruscii furtivi tra le foglie.
Lasci affondare le mani lentamente. Vedi il riflesso deformarsi tra le pieghe, mentre assapori la sensazione sempre nuova dell’acqua densa sulla pelle. Osservi le tue dita muoversi su un’arpa che non c’è. Piccoli vortici increspano la superficie a ogni movimento, facendola sussultare appena.
Raggi di luce imprigionati e guizzanti brillano.
Lentamente le mani scivolano fuori dall’acqua, perle trasparenti gocciolano dalle dita disegnando cerchi perfetti.
Profumo di bosco nell’aria calda.
Poi la dolcezza di socchiudere gli occhi sdraiandoti su un fianco, con la guancia arrossata dal sole posata delicatamente sul braccio. Mentre i capelli ti danzano sul viso, mossi da un respiro di vento.

Inserito in Uncategorized | Lascia un commento